Comunque vada Panta Rei

Sì, è proprio vero: Francesco Gabbani è il nuovo vincitore di Sanremo.

Chiunque abbia visto il festival non avrebbe scommesso molto sul ragazzo di Carrara; infatti, durante l’intervallo tra la penultima e l’ultima puntata (Tra Venerdì e Sabato) sono state messe in evidenza con toni nostalgici e polemici le eliminazioni di Albano, Gigi D’Alessio e Ron.

Questo Sanremo, invece, ha sorpreso tutti, sintomo di un passaggio di eredità tra due generazioni giunto quasi al culmine.

Queste polemiche hanno fatto solo del male; infatti, hanno oscurato un brano fantastico, ricco di contenuti filosofici con chiari riferimenti a Shakespeare e ad Eraclito (Panta Rei).

Ma non solo. Gabbani associa queste citazioni ai tempi moderni, analizzando, al contempo, la realtà attuale, fatta di “risposte semplici” e “dilemmi inutili”.

Nella canzone, il web è visto come “l’oppio dei poveri” e “la coca dei popoli”; l’intelligenza è descritta come “démodé” e, l’unico sollievo temporaneo, dunque le pratiche orientali, su cui si basa gran parte del testo della canzone.

Queste parole hanno permesso a Gabbani di vincere il festival.

Un ragazzo umile, colto e autoironico come lui può essere considerato una svolta nella musica italiana che ultimamente si era persa e aveva visto trionfare ragazzi usciti dai vari talent.

Prossima tappa l’Eurovision. Si può fare, ma l’importante sarà ripetere le prestazioni musicali di Sanremo con la voglia e la fama di sempre … Comunque vada Panta Rei.

Antonino Iorfida

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